All'aeroporto io e la M abbiamo scoperto che avremmo avuto altre due compagne di viaggio: A e D. Loro sarebbero dovute andare a Gondòla, ma una delle suore di quella casa era improvvisamente stata male ed erano state dirottate a Beira con noi: in pratica saltavano da un'esperienza in un villaggio rurale a quella di una grossa città, con 600mila anime ammassate sulla costa dell'oceano indiano, proprio nel mezzo del paese, un porto e un crocevia, in posizione quindi perfetta per la diffusione dell'aids. Un sieropositivo su tre. Io no, tu no, quindi egli sì. Glomm.
Ma per ora noi siamo troppo prese dalle novità per pensare a queste cose che pur ci hanno detto. Noi quattro da conoscere - e mai gruppo fu meglio combinato; ci guadagniamo presto il nomignolo di Quadra Festiva - le suore, il pickup e la possibilità inaudita di farsi scarrozzare nel cassone - ma quale cintura di sicurezza?! - la casa con tutte le inferriate anche al piano superiore - oh ma se c'è un incendio come si scappa da qui dentro?...
Qualsiasi cosa io veda mi sembra diversa e da capire, c'è gente che cammina, sì lo vedo che è gente che cammina, ma chi sono e dove vanno? Inizio immediatamente a sperimentare la sensazione frustrante che non mi abbandonerà fino all'ultimo giorno: di avere mille domande e provare a farne qualcuna e di non ricevere quasi mai risposte, perchè le domande sembrano ovvie e non c'è tempo per loro. Eppure io so che non sto capendo come vorrei.
E il giorno dopo finalmente usciamo. Due passi di numero e siamo già
circondate. Oh che pubblico, e non sappiamo spiccicare quasi una parola
di portoghese... io sono in imbarazzo, cosa dico a questi bambini? Sono ospite nel loro paese, cortesia chiederebbe di presentarsi. Ma la suora che ci guida li sistema chiedendo di darci una
dimostrazione pratica della ginnastica che serve a stare in forma. Op, op, su e giù dal muretto! E a me partono le domande a cui potrò rispondere solo in parte nel corso del mese.
Chi sono questi bambini? (bambini, ce ne sono dappertutto)
Dove abitano? (probabilmente nei bairri dei dintorni, i quartieri baraccopoli, non nelle case in muratura di queste vie)
Come sono arrivati qui? (mah, dubito abbiano i soldi per il minibus, avranno camminato)
Non vanno a scuola? (sì, ma ci sono troppi alunni per insegnanti e aule, quindi fanno i turni, il loro turno sarà al pomeriggio o la sera)
Cosa volevano da noi? (sono curiosi, diamo un tantino nell'occhio)
Siamo state scortesi ad andarcene così? (sì, un po' sì, ma pare che non ci sia energia per tutto e i bambini di tutto il mondo e la nostra suora hanno dovuto impararlo)
Saltiamo sul pickup e andiamo a fare un giro turistico in centro. Siamo fortunate perchè è una festa nazionale e ci sono manifestazioni. Cerchiamo di avvicinarci, ci sorbiamo un pezzo di discorso uffciale, ci sono i soldati, cerchiamo di vedere le danze tradizionali.
Chi sono queste persone? (persone, probabilmente anche loro abitano nei bairri. Oggi però hanno lasciato le loro occupazioni quotidiane e sono venute a festeggiare)
Questi sono vestiti della festa o costumi particolari per certi balli? (probabilmente vestiti della festa)
I bambini ballano sempre così? (qui ballare non è confinato al sabato sera)
Come sembrano felici... come moltissimi sono belli, che lineamenti regolari... (SONO felici, in questo esatto momento è festa e tutto il resto non esiste)
Perchè blogger non mi piazza le immagini affiancate, cheppalle?! Questa è senza risposta.
I migliori sono i piccoli spettatori. Mi sa che le TV sono ancora poche. Loro in compenso sono tan-tis-si-mi. Mai visti tanti bambini insieme da un pezzo, e tantomeno così assorti!
Ci sentiamo immediatamente individuabili e non sappiamo come gli altri ci vedano.
Cosa pensano di noi? (toh, qualche altro bianco che viene, non fa niente e se ne va)
Quello che non sappiamo è che quando ce ne andremo e torneremo in aeroporto proveremo la straniante sensazione di avere troppa gente bianca intorno: dove sono gli altri, perchè adesso quel che prima era normale ci sembra strano, dove sono quelli con cui stavamo fino a ieri, perchè non possiamo stare tutti insieme?
(continua)
